il senso della vita per Welby

Welby si è ammazzato?
L’anestesista è stato indagato e prosciolto: «il fatto non costituisce reato»; però per il Consiglio della Sanità non era accanimento terapeutico, il che significa che l'anestesista ha interrotto delle pratiche mediche normali. Quindi ha praticato l'eutanasia? Ma in Italia l'eutanasia non è vietata? Non ci si capisce niente.
Interpellato a proposito, per fortuna il Tribunale di Roma ci delucida a riguardo: interrompere la respirazione forzata «è un diritto riconosciuto ma non concretamente tutelato dal nostro ordinamento»... frase che sinceramente a me suona come una presa per il culo, voglio vedere se un cittadino sostenesse: sì, è vero, io concretamente sto evadendo le tasse, però il diritto di tassare lo riconosco!
Quindi Welby si è suicidato legalmente? Ma come è possibile?


I fatti
Soffriva di distrofia muscolare, una malattia degenerativa che lo portò dal 1997 a essere tracheostomizzato e intubato a un pistone che gli spara aria nei polmoni. Alla ventilazione assistita segue: alimentazione artificiale, idratazione artificiale, evacuazione artificiale e un sintetizzatore che gli permette di scrivere fissando delle lettere. Che non potesse sopravvivere un minuto senza tubi è evidente: senza le macchine la natura l’avrebbe spento nel 1997.


Su qualcosa siamo tutti d'accordo
Ovvero sulla condanna dell'accanimento terapeutico: nessuna persona civile sosterrebbe che lo Stato, nella figura del medico, possa imporre arbitrariamente qualunque genere di cura come fossimo cavie.
E sono anche tutti d'accordo che in linea del tutto teorica (qualche Tribunale potrebbe definirla diritto non concretamente tutelato) siamo in una democrazia, vale a dire un qualcosa che dovrebbe avere vagamente a che fare con le libertà individuali... Che bello: siamo tutti contro le sperimentazioni coattive delle SS e nessuno osa mettere in discussione la Costituzione - beh, come si suol dire, chi ben comincia...


Il gioco delle tre carte
Il fatto è che tra l'accanimento e la Costituzione ci sta il mare magnum dell'interpretazione, in cui sguazzano gli opinion maker: Bagnasco chiede una «legge dai contenuti inequivocabili nella salvaguardia della vita» e il PDL sforna un DDL che recita: “La Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile e perciò indisponibile», tramutandosi per l'occasione in PDLI: Popolo della Libertà Indisponibile.
Peccato che questo sia semplicemente falso: nella Costituzione, è inviolabile il diritto alla vita del cittadino, non dal cittadino! E' la stessa differenza che passa tra essere proprietari di un'immobile e avere gli arresti domiciliari, tanto per capirci.
Art. 2: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo"
Art. 13: "La libertà personale è inviolabile"
Art. 32: "Nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario"
Talmente chiaro, che perfino un politico potrebbe capirlo...


E poi dicono che la teologia non serve
Gli opinion maker (mi piace usare maker: perché la gente non nasce stupida, ma dai e dai, lo diventa) hanno martellato per anni con la faccenda dell'eutanasia, ma nella Costituzione non si parla affatto di eutanasia! E l'anestesista è stato prosciolto perché non ha praticato nessuna eutanasia! E' veramente fantastico: con Welby e il testamento biologico l'eutanasia non centra un accidente di niente!
La Costituzione difende il diritto del cittadino di rifiutare le cure (art. 32) ovvero non può essere sottoposto a nessun trattamento contro la sua volontà: qualunque cura deve essere fatta con il suo informato consenso. Non mi pare una cosa tanto strana, in effetti: chi vuole vivere sotto una dittatura comunista, dove lo Stato decide il lavoro, il numero di figli e la residenza dei cittadini, ci vada pure. E nella Costituzione (ma rileggerla, ogni tanto?) non si fa nessun distinguo: eccetto per disposizioni di legge, nessun trattamento può essere coercitivo! Ecco perché il principale costituzionalista italiano card. Bagnasco, sostiene che «le attività di sostegno vitale non sono curative». In questo modo, non essendo chiamate "cure", non si lede -verbalmente- la Costituzione.
Geniale sottigliezza bizantina... E poi dicono che la teologia non serve!
Avverte quindi il card. Bertone, autonominatosi Ministro della Sanità, che «non bisogna lasciarsi fuorviare da interpretazioni giurisprudenziali: l’idratazione e l’alimentazione non sono trattamenti sanitari, ma attività di sostegno vitale, quindi sono irrinunciabili(Da non confondersi con il Divertinglese e la Borsa della Mamma, che sono attività di sostegno, sì, ma solo didattiche). Curioso: tagliare la gola e infilarci un tubo, bucare la pancia e cucire il culo a un tizio, non è un trattamento sanitario neanche per Hannibal Lecter.
Il diverso parere della comunità scientifica e delle Società di Nutrizione Artificiale (che -inspiegabilmente- sostengono essere la nutrizione artificiale a tutti gli effetti un trattamento medico) per il porporato, saran tutte quisquilie.
«Sua Santità Benedetto XVI, ha detto che "occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale". Ma che cosa c'è di "naturale" in una sala di rianimazione? Che cosa c'è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c'è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l'aria nei polmoni? Che cosa c'è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l'ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere [grassetto mio, n.d.r] giocare con le parole.»
(Lettera al Presidente Napolitano, 21 settembre 2006)

Il bello è che proprio ciò che consiglia la Chiesa cattolica rientra nella fattispecie di eutanasia passiva: «è anche lecito l'uso di analgesici e sedativi per il controllo del dolore anche se ciò dovesse comportare − come effetto secondario e non desiderato − l'accorciamento della vita del paziente.» (Catechismo della Chiesa Cattolica, par. 2279)
Coerentemente, infatti, la Conferenza Episcopale tedesca ha stabilito, nel 1999, che l'eutanasia passiva (cioé la rinuncia a trattamenti salvavita) è «giuridicamente ed eticamente lecita quando richiesta dall'interessato.» Speriamo che prima o poi informino la Santa Sede.


Fede obbligatoria
Ci va giù pesantino, Welby: «com’è difficile vivere e morire in un Paese dove il Governo fa i miracoli e la Conferenza episcopale fa le leggi.»
(Piergiorgio Welby, Lasciatemi Morire, pag. 97)
Flores d'Arcais rincara la dose: «a parlare in nome di un Dio è sempre un uomo. Dunque, la tua vita appartiene a te, oppure a un altro uomo. E in questo caso si chiama schiavitù.»
A molta gente la gerarchia ecclesiastica convince: magari ignorano la natura tirannica e liberticida che il Vaticano coverà sempre come brace sotto la cenere, ma poiché io sono personalmente favorevole anche al suicidio assistito, i credenti cattolici dovrebbero essere liberissimi di gettarsi nelle fauci dei Principi della Chiesa ma, come per la tessera del Milan, dovrebbero pagarseli tutti da soli... E temo sarebbe una moria di fedeli. In ogni caso, sono convinto che nessuno glielo vieterebbe: perché il problema è quando la Costituzione la interpreta un teologo, ecco qual'è il problema, in Italia: il mio problema è che devo sottomettermi ai sofismi del catechismo anche se sono ebreo, ateo, buddista, agnostico o catto-democratico (Che sarebbe un ossimoro, ma per nostra fortuna ne esiste ancora qualcuno).


Ma torniamo a noi
Welby poteva benissimo farsi narcotizzare o andare in Svizzera, invece di rompere tanto, lui e i suoi compagni radicali... E invece ha dato spettacolo, ha combattuto una battaglia mediatica e legale. Perché?
Perché era un figo pazzesco, ecco il perché: lui e sua moglie, tra l'altro profondamente credente (a proposito dei fieri catto-democratici che ancora sopravvivono in Italia), hanno voluto combattere per noi, per migliorare la nostra vita. Incredibile. Invece di pensare ai suoi problemi. A leggere il suo libro si rimane stupiti della forza vitale, dell'amore per la vita di Welby: (tutto il contrario del diario confessione di Madre Teresa, per inciso) «io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude.» Come osserva Saviano, c'è molta saggezza nell'amare la vita nei momenti di gioia ma anche nei momenti di dolore, perché anche quella è vita da vivere.
«Mi auguro che un tale confronto ci sia, nelle sedi più idonee, perché il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento» gli risponde pubblicamente il presidente Napolitano. E infatti, sono stati depositati ben cinque disegni di legge, ma a cinque anni dalla sua morte non esiste nessuna legge sul biotestamento. Beh... almeno Welby ci ha provato.


Débâcle finale
Mario Cal si sparò.
Welby si assopì per effetto della morfina.
Al funerale di Cal erano presenti, tra gli altri, il ministro della Salute Ferruccio Fazio e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. I funerali chiesti dalla famiglia Welby per Piergiorgio non furono concessi.


Mettendoci nei panni dei porporati
Cal era il vice-presidente del San Raffaele, braccio destro di don Verzé, erano infatti chiamati i fratelli siamesi, in Brasile, ed erano saliti alle cronache per le corruzioni sessuali di ragazzine di tredici anni.
Per quale ragione la Chiesa talvolta concede i funerali anche a atei e suicidi? Perché non si può sapere se nell'ultimo istante il peccatore sia stato salvato: a meno che non sia un peccatore manifesto e che, prima di morire, non abbia dato alcun segno di pentimento. (Cfr Codice di Diritto canonico 1184,1)
Ma devono avverarsi entrambe le condizioni, perché non c'è nessun peccato che non potrebbe essere perdonato da Dio se il peccatore si pente "in punto di morte", cioè negli ultimi istanti, quando c'è solo lui e Dio.
Quando Cal premette il grilletto non ci è dato sapere in che stato emotivo si trovasse, possiamo solo fare congetture. Ammesso e non concesso che Welby si sia suicidato tramite eutanasia -come spero invece di aver confutato- quello che provò Piergiorgio mentre si addormentava non lo possiamo sapere, lo possiamo solo congetturare.
Ma in ogni caso, qualunque fosse il loro stato 'morale' alcuni momenti PRIMA dell'ultimo istante di vita, non ha importanza: nell'ultimo istante in cui un'anima può ancora 'scegliere', la dottrina cattolica ci dice che può pentirsi, accettare la Grazia: pentirsi in punto di morte, come si diceva una volta. (O forse i credenti lo dicono ancora?)
Ma è evidente che il tempo nel quale la morfina fa addormentare non può essere per nessuna ragione logica più breve del momento che passa dalla pressione esercitata sul grilletto all'esplosione del proiettile nel cervello. Il primo è un addormentamento, un evento che ha un trapasso graduale, mentre il secondo è l'esplosione dovuta a una palla che percorre circa 20 cm a più di 300 chilometri all'ora.
Nessuna persona intelligente può razionalmente sostenere che Welby abbia avuto MENO TEMPO di Cal per "pentirsi".
E come non si può sapere cosa pensò e provò Welby dentro di sé un istante prima di morire, così certamente non c'è nessun segno di pentimento ravvisabile nel gesto di Cal. Perciò, la Chiesa può solo congetturare, presumere, ipotizzare senza alcuna certezza che Welby sia morto in stato di peccato e Cal sia stato redento. Non può sapere né l'una né l'altra cosa. E infatti ecco cosa dice Ruini: «per la Chiesa il suicidio è intrinsecamente negativo, ma oggi tende a concedere il funerale religioso ai suicidi presupponendo che sia mancata la piena avvertenza e il deliberato consenso. Ma nel caso di Welby – ha spiegato il porporato – era molto difficile, del tutto arbitrario e anche irrispettoso verso di lui dire questo, ma non vuol dire che non possiamo pregare per lui e che non preghiamo per queste persone. Io spero – ha aggiunto – che Dio abbia accolto Welby per sempre, ma concedere il funerale sarebbe stato come dire: 'il suicidio è ammesso'».
Furbo, Ruini, vero?
- "spero che Dio lo abbia accolto" = conferma il nostro ragionamento: la Chiesa non conosce il verdetto di Dio perché non sa se c'è stato deliberato consenso fino all'ultimo istante.
- "preghiamo per queste persone" = questo dimostra come la misericordia sia tutt'ora la veste morale che la Chiesa vanta. (Qualcuno forse parlerebbe di sepolcri imbiancati)
- "sarebbe stato come dire: 'il suicidio è ammesso' = il che significa che tutte le volte che vengono celebrati i funerali si ammette il peccato del defunto? Gugoliamo un po' per vedere chi si è meritato il funerale:

Pinochet (condannato per crimini contro l’umanità) = fare stragi è ammesso?
Don Matteo Diletti (condannato in cassazione) = stuprare i bambini è ammesso?
Emmanuello = usare dei minorenni per compiere assassini è ammesso?
Enrico De pedis (banda della Magliana) =
essere un boss mafioso è ammesso?

Bravo, Ruini, sei un genio.
...Almeno per chi non usa Google.


«La vita non sempre va conservata: il bene, infatti, non consiste nel vivere, ma nel vivere bene.» Seneca



Adesso prova a leggere: >> Madre Teresa

Se invece ti interessa la mia sintesi: >> feliciologia.it









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