la felicità per Sandro Pertini


Non mi quadra!
Un manovale che distribuisce stampe rivoluzionarie, organizza una radio pirata, aizza all’insurrezione popolare, viene incarcerato per 15 anni (entra coi capelli neri ed esce coi capellli grigi) per poi venire espulso dal paese... E che quindi rientra in Italia clandestinamente, organizza attentati terroristi alle caserme delle forze dell’ordine e emette condanne a morte di esponenti politici.
Poi... Questo “elemento pericolosissimo per l'ordine pubblico”, come viene definito in un dossier della polizia, diventa il settimo presidente del nostro Paese e il più amato dagli italiani!


Delle due l'una...
A) Se lo si vuole considerare un terrorista
, sul ventennio del governo centrista cala un'ombra di delegittimazione: perché, la Democrazia Cristiana, onorò ideologicamente il simbolo incarnato della resistenza popolare armata proprio negli anni del terrorismo? E quindi, il famoso 'fronte della fermezza'? La strategia della tensione sarrebbe corroborata da entrambi i lati.
B) Se invece è un fiero patriota, un eroe della democrazia e dei valori costituzionali... Ok, quindi la lotta armata e la rivoluzione, quando si vive oppressi da un regime liberticida, divengono moralmente leciti, anzi: un fulgido esempio di virtù civica?


C)?

Non esiste una via di mezzo, giudicando Pertini... tertium non datur: «i gerarchi del fascismo, colpevoli di aver soppresso le garanzie costituzionali e di aver distrutto le libertà popolari, meritarono la pena di morte. Anche perché, se avessimo consegnato Mussolini agli alleati, oggi sarebbe qui a Montecitorio!»
Avanti
, 16 aprile 1965

Più chiaro di così...


Stupenda sintesi dei valori del socialismo
«L’essenza del socialismo è nelle riforme. Però, se mi offrissero la più radicale delle riforme al prezzo della libertà, io la rifiuterei. Oh, non c’è nulla che può essere barattato con la libertà! Nulla. Tuttavia, aggiungo: io non posso accontentarmi di una libertà in senso astratto, cioè della libertà di parlare e di scrivere. Anche prima del fascismo avevamo la libertà di parola e la libertà di stampa: ce l’avevan concessa i regimi liberali. Ma per migliaia di contadini e di poveri quelle due libertà si risolvevano nella libertà di imprecare, morire di fame. Libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile. Perciò rifiuto di tutte le ideologie che rinneghino la libertà di espressione: il fascismo per me non può essere considerato una fede politica [...] il fascismo è l'antitesi di tutte le fedi politiche [...], perché opprime le fedi altrui. »


Feliciologia
E' dura parlare di felicità, nella vita di Sandro Pertini. Quindici anni di carcere, la morte dei suoi amatissimi fratelli (il minore nel lager di Flossemburg), la madre nelle mani dei tedeschi che morì mentre lui liberava Milano. La delusione per l'Italia dei furbi che tradì i valori della Resistenza. « L'epurazione è mancata: si disse che si doveva colpire in alto e non in basso, ma praticamente non si è colpito né in alto né in basso. Vediamo ora lo spettacolo di questa amnistia che raggiunge lo scopo contrario a quello per cui era stata emanata: pensiamo, quindi, che verrà un giorno in cui dovremo vergognarci di aver combattuto contro il fascismo e costituirà colpa essere stati in carcere e al confino per questo.» seduta della Camera del 22/07/46
Eppure dice: «non nego d’aver commesso errori. Chi cammina talvolta cade. Solo chi sta seduto non cade mai. Ma se mi volto a guardare la strada che ho percorso, posso dire di aver speso bene la mia vita: quando vedo quei professionisti ricchi e di successo provo una tale pena per loro... Hanno conquistato il denaro, sì. Hanno conquistato il successo e il potere. Eppure sono frustrati perché si sono accorti di aver avuto una vita vuota.»
E lui, come l'ha riempita? Io credo che Pertini ha amato veramente la vita, la vita degli esseri umani. E' vissuto per degli ideali politici, ma cos'erano questi ideali? Erano il bene degli esseri umani.
E infatti, viveva l'amicizia e l'amore per suamoglie come un culto.
Ha vissuto amando. E amando alla grande.
Ma siccome siamo nell'epoca del wellness...


Pertini Dry
...Ne approfitto per ricavare anche il consiglio della nonna: «mangio così poco, io. È il segreto della mia salute. Un po’ di carne, un po’ d’insalata e via. La sera, un po’ d’insalata e basta. Non sono goloso. L’alcool non lo tocco. Se c’è un brindisi, porto il bicchiere alle labbra e non bevo. Solo quando vado in campagna prendo un goccio di vino e lo allungo con molta acqua.»

«Non esiste una moralità pubblica e una moralità privata. La moralità è una sola, e vale per tutte le manifestazioni della vita. E chi approfitta della politica per guadagnare poltrone o prebende non è un politico. È un affarista, un disonesto»

«Non ho mai perdonato agli intellettuali d’essere vili: se la cultura è solo nozionismo, io la respingo. Cultura significa anzitutto creare una
coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla.»

 

Prova a leggere: >> Madre Teresa

Se invece ti interessa la mia sintesi: >> feliciologia.it









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