la felicità per Oscar Wilde

Arte e morale
Il suo spirito raffinato ma tragressivo diventa presto una moda: “la società civilizzata non è mai pronta a credere a qualcosa che vada a detrimento di chi è ricco e affascinante. Avverte istintivamente che i costumi sono più importanti della morale e nel suo giudizio la più cristallina rispettabilità conta meno del possesso di un cuoco di grido. Dopo tutto è una magra consolazione sapere che chi ci ha fatto servire un pasto cattivo o dei vini scadenti è di una moralità impeccabile... Nemmeno le virtù cardinali riescono a far dimenticare uno stufato freddo”
Conquista prima la società londinese e poi quella parigina: nel 1891 l'Echo de Paris scrisse che la sua venuta «è il grande evento dei salotti letterari parigini». A Oxford scrissero le sue iniziali a caratteri d'oro.
La sua vita è amena, libera, vissuta attraverso l'arte: "il più grande dolore della mia vita? La morte di Lucien de Rubempré in Splendeurs et misères des courtisanes!"

Dopodiché finisce in tribunale per omosessualità.
Gli offersero di fuggire ma non lo fece, si difese candidamente: «l'Amore che non osa dire il suo nome in questo secolo, è quello di un uomo anziano nei confronti di un giovane, lo stesso che Platone mise alla base della sua filosofia, lo stesso che si può trovare nei sonetti di Michelangelo... Non c'è nulla di innaturale in ciò.» Il giudice affermò che «persone capaci di compiere simili cose sono chiaramente sorde ad ogni sentimento di vergogna. È il peggior processo che io abbia mai presieduto» e applicò il massimo della pena: due anni di reclusione.

I suoi libri furono ritirati dal commercio, i suoi beni venduti all'asta, i figli gli furono sottratti. La galera e i lavori forzati lo fecero dimagrire di 20 chili e ammalare. Una ferita all'orecchio che non si rimarginò mai completamente fu una delle cause del decesso, che avvenne dopo un paio d'anni. Dalla sentenza in poi gli voltarono tutti le spalle: Jean Lorrain e Marcel Schwob finsero di non conoscerlo, la divina Sarah bernhardt recise il contratto, Émile Zola, Victorien Sardou e Jules Renard neppure firmarono una petizione per abbreviargli la pena. In miseria, per non compromettere i pochi amici rimasti (tra cui André Gide) chiese asilo ai gesuiti di Farm Street, i quali si rifiutarono di accoglierlo. Oxford cancella le iniziali d'oro. Al funerale ci sono sette persone, quasi tutte in incognito.
« Ho scritto quando non conoscevo la vita. Ora che so il senso della vita, non ho più niente da scrivere. La vita non può essere scritta: può essere solo vissuta.» E commenta Proust: "c'è qualcosa di singolarmente drammatico nella commozione di Oscar Wilde per Lucien de Rubempré: non si può fare a meno di pensare che, alcuni anni dopo, egli stesso sarebbe diventato un Lucien. La vita doveva, ahimè, insegnargli che ci sono dolori più profondi di quelli causatici dai libri."
Da morto di nuovo tutti lo adorano, e Oxford espone le sue iniziali d'oro.


L'edonismo dandy
Cos'è il dandismo? Innanzitutto l'edonismo nel senso più ampio, o estetismo: l'immediato piacere dei sensi ma anche il godimento interiore: del bello nell'arte e nella naturalezza, il gusto della conoscenza e della meditazione spirituale, il piacere del gioco, della conversazione o della fama. Poiché i valori della società conformista sono inclini al moralismo (spesso ipocrita) una vita all'insegna del gusto estetico comporta una certa trasgressività e individualismo, che può spingere verso atteggiamenti talvolta snobistici. Questo è il dandismo.


Rischi
La vita di Wilde è emblema dei rischi a cui ci si espone perseguendo un edonismo ingenuo: la mancanza di controllo sui propri impulsi e desideri può facilmente entrare in conflitto con le imposizioni sociali, sia nel caso queste siano ragionevoli o piuttosto ingiustificate. Ribellarsi è onorevole, ma veramente Wilde lo voleva? Credo piuttosto che egli fosse totalmente incapace di guidare le sue passioni. Che in effetti è il bello delle passioni... Ma allora c'è un sistema per godere l'attimo e farsi rapire dalle passioni pur mantenendo il controllo della propria vita?

Beh, ci si può almeno provare: >> eudemonismo, felicità e saggezza


Oppure prova a leggere: >> Madre Teresa









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