persone felici

la classe dei famosi
Chi è il più felice di tutti?
Ho subito pensato ai famosi soddisfatti della vita come il Dalai Lama, Freud, Dalì, Mick Jagger, Margherita Hack... E Valentino Rossi! Nonostante the Doctor incarni valori agli antipodi dei miei, tra gli esempi di persone realizzate vorrei parlare anche di lui: perché sento trasparire un'invidiabile solarità interiore, dalla sua spudorata schiettezza. Assente invece in altri famosi italiani, come ad esempio Berlusconi; e la schiettezza, nei figli di buona donna è classe. Perché anche tra i vincenti (sempre un po' figli di buona donna), c'è chi ha classe e chi no.
Il signor Rossi più famoso del mondo, 1.è ambizioso e persegue il successo (non dice di scendere in campo per il paese); 2.dichiara di usare la sua fama per portarsi a letto le ragazze (non adduce a pretesto fumose amicizie di famiglia). Spirito sportivo: 3.nei confronti dei suoi avversari usa l'ironia o fa una scazzotttata, ma la cosa si conclude lì (non sbraita invocando censure per far piazza pulita dei critici). Satira: la fa e la accetta (non si circonda di avvocati querelanti). E non fa mai la vittima: qualcosa va storto? Ho sbagliato io (ovvero nessun "complotto eversivo" dei giudici di gara).
Logge, minorenni, gozzoviglie: ma l'indomito Silvio difende i valori cristiani come Madre Teresa...


perché allora non partire da Madre Teresa?
Negli anni '60, quando Marilyn Monroe era all'apogeo della fama, cominciava anche quella della suorina di Calcutta. Ma parlare di Teresa di Calcutta in campo etico  sembra scontato quanto parlare di Hitler... Entrambi, infatti, sono due icone dell’immaginario collettivo: Teresa rappresenta l'amore oblativo tanto quanto Adolf la ferocia metodica. Ma è una donna che potrebbe essere stata felice in maniera completamente inconsueta, per noi.
Potrebbe quindi farci scoprire qualcosa di importante, sulla felicità...

Prova a leggere: >> Madre Teresa

“Non potrei invidiare nessuno, nemmeno coloro che godono di una qualche felicità apparentemente perfetta agli occhi del mondo, perché io assaporo una felicità completa, anche quando soffro qualcosa per il mio amato sposo.”
Teresa di Calcutta, Sii la mia luce, trad. di Capelli, Crea, Pazzi. Rizzoli, 2008









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