la felicità per Gesù

Liaison amoureuse
A vent'anni mi innamorai di Cristo. Iniziai timidamente, ma più mi avvicinavo a lui, più ne ero sedotto. Come aspirante novizio, praticavo la vita monacale nel monastero di Almenno San Salvatore ogni festa e fine settimana, seguendo l'originale regola di San Benedetto (silenzio perpetuo, adorazione notturna, obbedienza assoluta all'abate). Nei giorni feriali cercavo di averlo più vicino possibile usando la preghiera esicastica del Pellegrino Russo (ripetere costantemente seguendo la respirazione: Signore Gesù Cristo figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore).
Gesù non era un'entità astratta: la sua presenza mi faceva battere il cuore. Non parlo né di 'voci' né di visioni: avevo una fede intellettualmente saldissima, senza la minima titubanza, perciò la mia speranza era di essere degno di Dio e di fare la sua volontà, non certo di sperimentare esotici incontri col soprannaturale... Ricevetti lo stesso un 'segno': una notte stavo pregando solo di fronte all'ostensorio fissandolo intensamente cercando di offrire interamente la mia volontà a Dio, chiedendogli che mi aiutasse a spogliarmi da qualunque attaccamento; quando i contorni dell'ostensorio fiammeggiarono azzurrognoli per una manciata di secondi che mi parvero eterni. Fui ovviamente sommerso dalla felicità e simultaneamente dal terrore... percepire troppo intensamente la presenza di Dio non è uno scherzo, mi colse così all'improvviso che ricordo come battevo i denti continuando a balbettare: grazie, perdonami, grazie, perdonami!

Poi, purtroppo, lessi Nietzsche.
Quindi entrai in una fase molto turbolenta, in cui pregai moltissimo e fervidamente, digiunai, insomma feci atti da credente, feci il camino de Santiago, ma nel frattempo mi avventurai nell'ipotesi nicciana... non potevo avere paura di pensare.
Dopo qualche mese di convulsioni mistiche, una notte, nella solitudine più tetra, in un inverno pietrificato di un paesino sperduto del Trentino, decisi che non potevo continuare cosí, non potevo continuare a credere e amare Dio con tutto il cuore, mentre la mia mente restava in panne e continuava a ripetere... e se il logos fosse solo un'esigenza obbligatoria della tua mente umana... e se... e se...
Quella notte mi posi la terribile domanda, la domanda più scandalosa, angosciante, crudele, autolesionista, offensiva e sconcia che un credente (che in fondo è un amante che SENTE una presenza misteriosa ma viva accanto a sé) può porsi...
... e se Tu.... non esistessi? Se tu, mio Dio, fossi solo un fantasma creato dal mio cuore?
Ma non intendo la domanda razionale, come San Tommaso, che si interroga sull'an Deus sit (se Dio esista)... Chiederselo sul serio, con il cuore, con l'anima!
Per la prima volta in 26 anni, per la prima volta in vita mia, Dio scomparve.
Scomparve in quanto presenza viva, reale: divenne una voce che urla 'io esisto' in mezzo a miliardi di altri Dei, fantasmi, super eroi, principi metafisici, concetti mentali, ideali, che urlavano a gran voce, davanti a me, un frastuono assordante... "io esisto, per davvero", "non è vero, io sí ma lui no", "no io di più", "io te lo posso dimostrare', 'ascolta il tuo cuore e mi troverai", "ragiona e mi capirai"...
Una immensa e folcloristica popolazione di spettri.
...Uno più patetico dell'altro.

Quando mi resi conto che Dio non esiste, l'istante successivo mi piombò addosso la consapevolezza che ero sempre stato solo. Il mio Gesù, non c'era mai stato, vicino a me. Non riesco a trovare le parole (e detto da un logorroico...) per descrivere quello che provai. Ironia del destino, ero anche quella volta solo e di notte, sperduto in un borgo che sembrava abbandonato, in un glaciale inverno tra le montagne trentine. Dalla finestra il cielo non aveva stelle, e non giungeva il benché minimo rumore. Il mondo era come pietrificato. Per chi cresce nell'ateismo, sapersi solo è naturale. Anche per me, adesso lo è. Ma io non ero abituato! Il mio più intimo amico, consigliere, maestro, padre e amante... non è che se ne era andato, che mi aveva abbandonato per sempre: non c'era mai stato, non mi aveva mai amato, non aveva mai sorriso della mia goffaggine, non mi aveva mai stretto sul suo cuore nobile e colmo dell'amore bruciante di chi ti ha creato... Quel cuore si era fermato millenovecentotrenta anni prima che io nascessi.
Ero stato innamorato di un mucchio di ossa.


Peccato solo che sia morto
A me spiace, davvero: mi starebbe pure simpatico, come Dio.
Ma nessun terremoto o veli del tempio squarciati: nacque e venne accoppato e nessuno se ne accorse, a parte gli aficionados che lo videro apparire fluorescente, colombe raggianti, voci celesti, gente che discende e gente che sale... Ma i giudei? Completamente orbi. Gli storici? All'oscuro di tutto. Un silenzio stampa di cento anni. Ma passa qualche secolo, la Chiesa di Roma prende il potere nell'impero e poi con i Franchi, e cominciano a moltiplicarsi i miracoli, fino a un secolo passato, in cui si compì un vero tour della Madonna che andava per grotte in tutta Europa stile Inter-rail. Cinque milioni di pellegrini all'anno la incontrano a Lourdes, ma la vergine è una donna discreta: non concede interviste. Oserei dire che è anche un tantinello snob perché mai che appaia durante un congresso di fisici, interrompa un esperimento al Cern... mai un solo povero cristo di rumeno ateo oppresso da Ceausescu, mai una visita da uno sciita integralista... Noi atei siamo stati abbandonati al nostro destino, mentre ferventi pastorelli che necessitavano di un lavoro, commercio, istituzioni, di qualunque cosa eccetto della fede, se la trovano a messa tutte le mattine per anni. Che spreco!
Che poi, visto che i suoi vicari amano così tanto fare comparsate in tv: perché la Santa Vergine non ci fa un ciao veloce durante la diretta Sky, così noi atei impertinenti ci tappiamo la bocca una volta per sempre?


Dio & family hanno deciso di non dare prove a chi le esige
Se la fede avesse prove dove sarebbe il merito e l'obbedienza?
Ecco, appunto: se è Dio in persona che ha deciso di lasciare l'umanità nell'imbarazzante equivoco tra la Trimurti, Cristo e il Buddha reincarnato nel Dalai Lama per non guastarci la sorpresa... perchè per i successivi venti secoli eserciti di devoti fedeli e gerarchie ecclesiastiche hanno cercato (con anatemi, condanne, interpolazioni e falsi storici) di sostenere che chi non crede è un imbecille che nega i fatti? ("la resurrezione è un avvenimento storico constatabile attraverso segni e testimonianze" paragrafo 639 del CCC) Dico, che si mettano d'accordo, in fondo è il loro Dio, varrebbe la pena che almeno loro lo ascoltassero...


Gesù, tentando di ragionare
Ci fu un uomo, o diversi uomini, che predicarono ispirando dei seguaci che poi scrissero di fatti palesemente inventati (i quattro prescelti dalla Chiesa di Roma si contraddicono tra loro con una tale sistematicità da spingere a chiedersi se non fosse stato intenzionale*) giurando che fossero veri, se cerchi in rete tipo: "vangeli contraddizioni" non ti passa più. Se quindi prescindiamo dalle assurdità che se leggessimo nell'Iliade non esiteremmo un solo istante a considerare "poetiche" (che è un indulgente eufemismo, perché se davanti a un giudice io giuro di aver visto la tomba vuota e un angelo all'ingresso e poi si scopre che su quattro che raccontano il fatto nessuno riporta gli stessi testimoni, io non posso replicare: "ma vostra grazia, la mia era solo una short-story!") il succo del discorso è un messaggio molto bello e importante, per quanto parecchio confuso...


L'importante è l'amore, però l'importante è la fede
1) Dio vi ama come un Padre, voi cercate di amarvi come fratelli e tutto finirà in bellezza. Questo è il messaggio numero uno, il lieto annuncio: chi ci crede alla peggio sarà più buono con gli altri, quindi male sicuramente non fa. Dio salverà più o meno tutti, o insomma sarà di manica larga, ha fatto un giro dalle nostre parti solo per fare il tifo e darci qualche dritta, ma Dio è amore, quindi giudicherà sulla base dell'amore: avete amato più o meno come può amare una squillo di buon cuore? Mah sì, al diavolo i precetti, andiamo alla sostanza! Commovente, mi piace un Dio così, un po' campato in aria ma mi sembra giusto valorizzare la buona intenzione.

2) Siete tutti destinati alla dannazione eterna fin dalla culla (tranne la mia mamma) io muoio per espiare i vostri peccati ma non c'è rosa senza spine: volete risorgere? Dovete inforcare la croce. Questo è il messaggio numero due: non si può servire Dio e Mammona, bisogna rinascere, chi vuole la vita la perderà, verrò a separare la pula dal grano, non c'è più tempo convertitevi poi sarà tardi, insomma le cose cominciano a diventare molto più complicate: stiamo rischiando grosso, per cui Dio, con piglio accorato, ci esorta, ci implora a rinunciare alla carne, all'egoismo, al piacere (tra: l'importante è che ami e: devi fare così e cosà c'è una differenza che nella vita quotidiana diventa un baratro vertiginoso intorno al quale si scannano i credenti delle varie religioni) perché pare che a Dio, se noi ci divertiamo mentre lui soffre proprio non gli va giù. O siamo con lui o contro di lui. O dentro o fuori. E fuori ci sarà pianto e stridore di denti.
Il fatto è che si possono citare versetti tanto a favore del messaggio numero uno che del messaggio numero due e il clero, che passa anni a studiarsela bene, usa un po' il bastone e un po' la carota, o più esattamente: quando le cose si mettono male fa il poliziotto buono, quando ha il coltello dalla parte del manico diventa il poliziotto cattivo.
Dalla metà del secolo scorso, il cristianesimo viene presentato con il messaggio numero 1, ma una volta che l'amo del senso di colpa si è fissato nel tuo stomaco, la libera offerta è un po' meno libera. Il che va al limite della legalità, perché se io mi metto un turbante e vado in giro garantendo l'immortalità di Tutankamon a chi vende tutto quello che ha e gira il ricavato al mio IBAN, ci scatta il reato di truffa, raggiro e abuso della credulità popolare, circonvenzione di incapace e di minori a seconda dei casi. (artt. 500-661 CP)


Ma insomma, questa vita: me la godo o me la gioco?
Delle due l'una: se io posso vivere questa vita godendomela liberamente e cercando di aiutare le persone che mi circondano a fare altrettanto, allora l'etica cristiana toh: coincide proprio con il mio edonismo umanista, evvai! Ma in tal caso, perchè credere? E perché seguire una morale arzigogolata? L'importante è l'intenzione (Ricordi la squillo, la Maddalena? Suppongo che aveva dei costumi discutibili riguardo ad aborto e contraccezione...) quindi io cerco di essere una persona buona e rispettare gli altri (e non serve che me lo dica la Bibbia, ci arrivo perché amarsi è bello) poi se vado a messa o metto il cellophane al bigolo, a Dio non 'jene po' fregà 'demeno. (Indubbiamente guadagnandoci in eleganza, a non impicciarsi di bigoli e gommini)
Se invece devo rinunciare alla felicità umana e imitare Cristo che si passa trent'anni a sgobbare, poi un paio di fama e di stenti per finire a morire torturato, che umanamente parlando è proprio una vita di m***a, o magari anche solo a obbedire ai 2865 'aforismi' del Catechismo della Chiesa Cattolica, ma comunque sperperare questa vita breve ma sicura per giocarmela d'azzardo sulla tombola iperuranica altrimenti rischio una specie di ergastolo eterno, beh ragazzi, va bene tutto...
Ma non chiamatela buona novella.

 

*
Se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede (1 Cor 15:17)
E chi mi dice che è resuscitato?
La buona novella contenuta nel Vangelo. Ce ne sono tipo quaranta e uno più fuori dell'altro, ma quelli considerati "veri" da tutte le chiese cristiane si riducono a quattro.
E riescono a contraddirsi che manco a farlo apposta:

A chi appare per primo Gesù risorto? alle due
Marie
(Mt 28:8-9)
solo alla Maddalena
(Mc 16:9)
ai discepoli
di Emmaus
(Lc 24:15)
solo alla Maddalena
(Gv 20:14)

Il vangelo di Marco, il primo che fu composto, dice che Gesù risorto fu visto da Maria maddalena, poi dai due discepoli di Emmaus, poi dagli undici e dopo aver parlato con loro fu assunto in cielo: fine della storia, e siamo a quattordici testimoni. Matteo ci aggiunge due guardie romane e ci dettaglia che Tommaso lo tocca. Saliamo a sedici. Luca aggiunge che si sedette con gli apostoli a mangiare del pesce arrosto. Giovanni ci aggiunge che gli apostoli erano rinchiusi dentro a porte sprangate e Gesù le oltrepassò. E che questa visita accadde due volte. E che poi il Maestro appare anche ai discepoli sul mare di Tiberiade... l'evangelista, a questo punto, ci tiene a far capire che lui è un cronista scrupoloso: dice che i pesci che pescarono furno esattamente 153! Negli Atti appare addirittura per quaranta giorni e lo videro ascendere al cielo, con tanto di puttini biancovestiti. (Che li pigliano pure per il culo: «uomini di Galilea, perché state ancora a guardare in aria?» Atti 1,11) Paolo di Tarso, poi, non si tiene e ci svela che hanno visto Gesù risorto 500 testimoni in una volta sola.
Per fortuna che la Bibbia finisce, altrimenti ci allegavano le Pagine Gialle.
Se clicchi qui vai direttamente ai passi sulla Bibbia di Gerusalemme (CEI).

Vittorio Messori nel libro Dicono che è risorto riprende le dotte tesi del prof. Jacques Perret, docente di Storia romana alla Sorbona di Parigi: «quando ci si rifiuta di credere alla risurrezione di Gesù non è per motivi storiografici. L'indagine storica porta a giudicare come più probabile tra tutte le ipotesi che gli evangelisti riferiscano con sostanziale verità ciò che davvero è successo» Ora la mia opinione di normale sfigato non conta ma, mi chiedo, se Gesù ha detto: beati quelli che pur non vedendo crederanno (Gv 20,29), cos'è tutta questa smania di dimostrare i suoi super poteri?


Prova a leggere: >> Madre Teresa

Se invece ti interessa la mia sintesi: >> feliciologia.it









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