la felicità per Freud

«Ognuno di noi ha desideri che preferirebbe non svelare ad altre persone e desideri che non ammette nemmeno di fronte a sé stesso.»
Sintesi della sintesi... Dentro di te esiste un mondo immenso e a te ignoto, che condiziona i tuoi desideri e le tue convinzioni. Imparando il suo linguaggio (metaforico) puoi negoziare le sue richieste e liberarti da sintomi nefasti: autocritiche inflessibili, depressione, ossessioni e paure. Le relazioni sociali esigono un compromesso tra gli impulsi naturali e le norme civili.


Ha fatto inc***zare tutti!
Per primi i suoi colleghi medici, perché cura dialogando e non con medicine e elettroshock; ma anche i filosofi, perché il suo approccio rimane fisiologico. Pure i benpensanti, perché parla di sessualità nei bambini, e anche gli scientisti: perché sull’inconscio non si può applicare il doppio cieco.
Nel '32 Hitler fa bruciare i suoi libri a Berlino perché è un pervertito, nel '33 Stalin epura dall’URSS le sue opere perché è un borghese.
Gli ebrei lo odiano perché ha psicanalizzato Mosè.
I cristiani lo odiano perché è ateo.
Le destre perché è giudeo.


E se fosse solo un medico che ha scoperto una nuova cura?
Sul finire del XIX° secolo, molte donne manifestavano sofferenze e comportamenti incurabili: astenia, insonnia, paralisi, allucinazioni e quelli che oggi chiamiamo attacchi di panico. Mentre nei secoli precedenti venivano considerate dementi o possedute, quindi rinchiuse in sanatori dalle condizioni inumane o sottoposte a umilianti quanto inutili esorcismi, il secolo positivista aveva riufiutato questo approccio primitivo per considerare queste donne dei pazienti che soffrivano di una malattia di cui si doveva scoprire la cura... L’evoluzione è evidente.
Solo che, la medicina positivista, considerava il cervello meccanicisticamente come un organo elettrico, perciò la terapia poteva essere soltanto farmacologica, chirurgica o chimica (l’elettroshock). Ma con questo approccio la maggior parte delle pazienti erano incurabili.

«Per un processo di valutazione ingiusto ma facilmente comprensibile si arrivò al punto che i medici si interessarono solo del corpo, lasciando senz'altro che fossero i filosofi, che essi disprezzavano, ad occuparsi del lato psichico.»

Nel 1890 Freud, quasi per caso, si trovò di fronte a casi di remissione temporanea di ogni sintomo, anche i più eclatanti: paralisi decennali che venivano dissolte come per miracolo. (Il famoso caso di paralisi agli arti inferiori di Anna O. curata con Breuer e le esperienze di ipnosi con il collega Charcot, che Freud commenta così: «la suggestione porta all'eliminazione dei fenomeni patologici, ma solo transitoriamente»). Freud formulò un’ipotesi che oggi sembra assolutamente scontata: forse questa misteriosa malattia non è di origine organica ma è dovuta alla storia della paziente…

«Molti fenomeni della patologia, dei quali si credeva di dover dare una spiegazione fisiologica, sono atti psichici, e i processi da cui derivano conseguenze abnormi, possono essere ricondotti a forze motrici psichiche.»

Perciò iniziò a fare quello che nessun medico moderno aveva fatto fino ad allora: ascoltare veramente.

«In genere i profani tengono in poco conto i dolori provocati dall'immaginazione, al contrario di quanto fanno per quelli provocati da ferita, malattia o infezione. Ma ciò è palesemente ingiusto; qualunque sia la loro causa, sia pure l'immaginazione, non per questo i dolori sono meno veri e meno intensi.»

Non solo gli eventi circoscritti ai sintomi, ma la storia della persona, i suoi ricordi e esperienze. Cominciò a scoprire che dietro ogni paziente c’erano delle esperienze dolorose che risalivano all’infanzia e emergevano quasi per caso durante il dialogo, e la cui importanza veniva ignorata o inizialmente negata. Ma quando la paziente si rendeva conto di quello che l’aveva fatta soffrire molto tempo prima, e che si era portata sempre dentro come una ferita invisibile, i sintomi isterici cessavano spontaneamente e definitivamente.

«Ogni idea patogena di cui non ci si è ancora sbarazzati, agisce quale motivazione di tutti i prodotti della nevrosi.»

Sulla base di questi successi concreti sviluppò una teoria che si incentrava soprattutto su come scoprire l’esperienza dolorosa infantile. (Lapsus, sogni, tick, giochi di parole, atti mancati, dimenticanze e in generale tutti i comportamenti apparentemente inspiegabili che attuiamo normalmente, che vengono usati come reperti archeologici della vita interiore sotterrana)

«Il problema è che, siccome la psiche ha riposto queste cose a livello di inconscio, è impensabile strapparle in modo coercitivo all'inconscio; si dovrà cercare piuttosto di aggirare le "barriere" che proteggono l'inconscio.»

Cominciò ad suscitare critiche e dissensi quando, nel 1897, autoanalizzandosi per capire come risalire a queste esperienze, sostenne che l’isteria non è esclusiva delle donne: anche un uomo può subire dei traumi durante l’infanzia che rimangono irrisolti sintomatizzando.
Anzi, peggio ancora, sostenne che non esiste un confine netto tra nevrotico e persona normale: «le fobie e le ossessioni sono estranee alla coscienza normale come lo sono i sogni per la coscienza vigile, e la loro origine è ignota alla coscienza come quella dei sogni. E numerosi fenomeni della vita quotidiana di persone sane, come dimenticanze, lapsus, movimenti goffi e una particolare classe di errori, sono determinati da un meccanismo psichico analogo a quello dei sogni

Quando cominciò a convincersi che la maggior parte delle volte i traumi erano legati a esperienze sessuali dolorose (abusi, umiliazioni, repressioni, colpevolizzazioni) sembrò minacciare la morale maschilista della società borghese.

«Moltissime donne che trovano abbastanza gravoso il dovere di vivere nascondendo le proprie sensazioni sessuali, si sentono sollevate, trattando simili argomenti, perché per una volta è stato loro consentito di assumere un atteggiamento normale riguardo alla sessualità. Alla base di tutti i casi di isteria, infatti, vi sono uno o più casi di esperienze sessuali precoci, che risalgono ai primissimi anni dell'infanzia e che possono essere rievocate, nonostante i decenni che sono trascorsi. [...] Si può dire che non ci sia nessun individuo sano che non aggiunga al normale scopo sessuale qualche elemento che si possa chiamare perverso; e la universalità di questo fatto basta per sé sola a farci comprendere quanto sia inappropriato l'uso della parola perversione come termine riprovativo. [...] Le nevrosi sono, per così dire, il negativo delle perversioni: una catena ininterrotta corre tra le nevrosi in tutte le loro manifestazioni e la normalità. Dopo tutto, direbbe a ragione Moebius, siamo un po' tutti degli isterici.»

Freud pagò cara la sua onestà intellettuale: raggiunse il riconoscimento accademico e una fama mondiale, ma solo dopo più di dieci anni di isolamento sociale, stenti economici e solitudine.


D'accordo, è un brav'uomo, ma oggi la psicoanalisi è obsoleta
Ciò che caratterizza un sapere scientifico è la possibilità di essere verificato, migliorato o confutato. Le più recenti conoscenze neurologiche ci permettono di arrivare a un verdetto scientifico sulla psicanalisi?


Davvero io sono solo la cima di un iceberg psichico a me ignoto?
«Il lavoro onirico ci costringe a supporre un'attività psichica inconscia, che si estende a un ambito maggiore ed è più importante dell'attività a noi nota collegata alla coscienza. Si deve ritenere che l'inconscio sia la base generale della vita psichica. L'inconscio è la sfera più larga, che comprende all'interno la più piccola del conscio. Qualsiasi cosa cosciente ha uno stadio preliminare inconscio; mentre ciò che è inconscio può restare a quello stadio e tuttavia reclamare il valore pieno di processo psichico. L'inconscio è la vera realtà psichica; nella sua intima essenza ci è sconosciuto quanto la realtà del mondo esterno, e la coscienza ce lo presenta in modo così incompleto come i nostri organi sensori ci comunicano il mondo esterno. L'Io non è padrone in casa sua.»

Phineas Gage è un caso celeberrimo di sindrome frontale (o psicopatica) nella letteratura scientifica: una lesione del lobo frontale e prefrontale indebolisce la capacità di pianificazione e fa insorgere uno stato disinibito, volubile e iracondo. Il che significa che dentro di noi ci sono istinti che, tramite l'educazione e la riflessione, vengono inibiti, non eliminati. E che il sistema inibitorio è situato nella zona cerebrale più evoluta, la corteccia, quindi connesso alle facoltà della coscienza estesa.
Lesioni ipotalamiche provocano invece disturbi della motivazione e dell'alimentazione, ipersonnia e iperattività. I quadri clinici delle diverse sincromi (sindrome temporale, sindrome occipitale, sindrome parietale...), perciò, ci permettono di localizzare le funzioni cognitive e superiori nella coarteccia cerebrale e i bisogni, gli istinti e le emozioni nella parte centrale, sostanzialmente nel sistema limbico.
Il neurologo Oliver Sacks nel libro "Il cervello e il mondo interno: introduzione alle neuroscienze dell'esperienza soggettiva" ritiene che "le attuali conoscenze neurologiche confermano l'esistenza di una mente cosciente, (l'Io) che attua delle funzioni di controllo (il Super-io) sul bagaglio istintivo e pulsionale (l'Es), il quale può essere inibito ma mai cancellato, rimanendo perciò inalterato durante tutta la vita dell'individuo."


Civiltà e felicità
Una delle tante critiche mosse a Freud riguarda il suo pessimismo sul progresso sociale: non ha mai creduto che l'organizzazione sociale potesse rendere l'essere umano felice, ma solo che fosse inevitabile. Riteneva perciò che l'individuo dovesse inibire una parte della sua natura per non entrare in conflitto con il suo ambiente. «Rendere la vita sopportabile è il primo dovere dell'essere vivente.» D'altra parte, non riteneva neppure le natura umana 'buona' come per Rousseau; non idealizzava né l'essere umano né la civiltà.

«Non c'è bisogno di proibire ciò che nessuno desidera. Proprio il modo in cui è formulata la proibizione non uccidere può darci la certezza che noi discendiamo da una serie infinitamente lunga di generazioni di assassini che, come forse anche noi oggi, avevano nel sangue la passione per l'omicidio. lo Stato vieta all'individuo la pratica dell'offesa, ciò non avviene perché esso voglia eliminarla, ma perché vuole monopolizzarla, così come monopolizza il sale ed il tabacco.»

Quello che si propose, come medico, fu di integrare i suoi pazienti nel loro ambiente ma liberarli di ogni inutile giudizio riguardo a tutti quei comportamenti che, pur non danneggiando nessuno, vengono giudicati immorali. Un individuo libero dentro e inserito fuori.


«In materia di sessualità oggi noi, uno per uno, siamo, malati o sani, nient'altro che degli ipocriti. Sarebbe un bene per tutti noi se, come risultato di tale onestà generale, venisse raggiunto un certo grado di tolleranza nelle cose sessuali. Nessun altro istinto è stato soggetto fin dall'infanzia a tanta repressione, quanto l'istinto sessuale con le sue numerose componenti. Nessun altro istinto lascia tanti desideri inconsci e così forti, pronti a produrre sogni nello stato di sonno. [...] Nell'interpretare i sogni non dovremmo mai dimenticare l'importanza dei complessi sessuali, evitando naturalmente l'esagerazione di attribuire ad essi importanza esclusiva: non ignoro il fatto evidente che ci sono numerosi sogni che soddisfano esigenze diverse da quelle erotiche, nel senso più ampio della parola, sogni di fame e di sete, comodità...»


Adesso prova a leggere: >> Madre Teresa

Se invece ti interessa la mia sintesi: >> feliciologia.it









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