la felicità per de Sade

Che differenza c’è tra Don Giovanni, Casanova e il marchese De Sade?
I loro rapporti storici sono esigui: Casanova probabilmente conobbe di fama il marchese e contribuì ad arricchire il famoso personaggio letterario del Don Giovanni nella versione mozartiana scritta da Lorenzo Da Ponte. Questo è tutto. Ciò che hanno in comune è un comportamento trasgressivo e un pensiero controcorrente, ma nonostante questo, le differenze sono sostanziali.


Don Giovanni
E’ ovviamente più “bidimensionale”, essendo scaturito dalla fantasia, ma lo possiamo definire un conquistatore collezionista: il suo scopo consiste nella conquista di qualunque donna indifferentemente, per il solo piacere di vincerle con l’inganno. Non le sceglie e neppure le gode, non c’è relazione ma solo dimostrazione e rivalsa. Alla meglio tenta ogni Eva per dispregio alla virtù, alla peggio è un’hobbista ossessionato. Il paradosso del Don Giovanni è che è sottilmente moralista: considera il tradimento e la passione che accende come una macchia, egli vuole macchiare, infangare, con distacco e ripetitività ossessiva. Si può quasi sospettare che il piacere sia solo un pretesto e lo scopo una sterile vendetta contro un archetipo.


Casanova
E’ un seduttore di classe e nobiltà incomparabili: emblema del libertinismo, si libera della morale per la joie de vivre, il godere raffinato di ogni senso, e infatti la sua seduttività è universale: cerca il piacere della bella vita ma ugualmente lo offre, e solo all’aristocrazia a cui ambisce o alle donne che a loro volta lo seducono. Egli realmente si innamora e desidera, smodatamente e senza limiti, di donne, città, opere d’arte: è un avventuriero della vita in ogni suo aspetto, da quello sensuale a quello geografico (per questo si mette spesso nei guai con dei duelli!). Non ritiene affatto la purezza una virtù da macchiare, ma soltanto un impedimento da scavalcare; il piacere, infatti, non deturpa, non macchia, anzi eleva: è la parusia divina della natura.


De Sade
Si distacca sia dal conquistatore rancoroso che dal sofisticato libertino: egli è il maniaco. Mania, per Platone significa cadere in preda di forze soprannaturali che rendono folli e saggi, cioè fondono gli opposti. De Sade, attraverso i sensi portati ai loro più smodati eccessi di depravazione, tenta di ribellarsi alla natura e nello stesso tempo di essere il suo più devoto discepolo, fondendo l’ordine nel caos.

"Mi ostino a vivere perché anche da morto io continui a essere la causa di un disordine qualsiasi"

L’eccesso è un cammino metafisico verso la dissoluzione alchemica del piacere e del dolore, del bene e del male, della vita e della morte.
Don Giovanni è ripetitivo: vuole tutte le donne vergini e sposate. De Sade tenta ogni volta di superare se stesso, e dove non arriva nella vita usa la fantasia. Casanova ricerca il bello in ogni sua forma, non si sognerebbe mai di scatenare la depravazione sadiana, che invece coltiva ogni genere di deviazione.


Tutto fumo…
Prima di leggere la sua vita, mi immaginavo fosse stata costellata di delitti… Invece la passò per la maggior parte del tempo in buie carceri (tra cui la Bastiglia) inviso a qualunque forma di potere, dall’anciem regime ai rivoluzionari fino a Napoleone (che si fece immortalare nel gesto di gettare una sua opera tra le fiamme).

"Considerando che M. de Sade è affetto dalla più pericolosa forma di pazzia, che ogni contatto tra lui e gli altri prigionieri può dar luogo a pericoli incalcolabili e i che i suoi scritti sono parimenti folli così come la sua parola e la sua condotta io ordino quanto segue: quel signor de Sade deve essere fornito di un alloggio completamente separato in modo da risultargli interdetta ogni comunicazione con gli altri... la massima precauzione inoltre deve essere presa nell'impedirgli di usare penne, matite, inchiostro o carta.”
Conte di Montalivet
, Ministro dell'Interno

In realtà, tutta la sua pericolosità si espletò in ciò che scrisse, non in ciò che fece. Come dice lui stesso: « Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino. » (Lettera alla moglie, 20 febbraio 1791)


I suoi rapporti con il prossimo
Infatti per prima sua moglie lo amò molto, tanto che lo aiutò a evadere rocambolescamente da una prigione, oltre a partecipare per anni alle sue pratiche orgiastiche. Conservò delle amicizie femminili durante tutta la vita, anche quando ormai era vecchio, povero e malato. (M.me Quesnet , Marie-Constance Renelle e Madeleine Leclerc) Nel frattempo, perfino i direttori delle prigioni e i secondini si presero spesso a cuore la sua sorte... (Un tal direttore Coulmier e il dr. Deguise, il chirurgo di un carcere dove soggiornò, ad esempio) Perciò non può essere stato umanamente così sgradevole!


Invece, nel regno della fantasia…
Egli non ha limiti: rovista nell’oscurità dei recessi del desiderio per trarne l’indicibile, per arrivare al male metafisico.

« La distruzione, quindi, come la creazione, è uno dei mandati della Natura. »
La filosofia nel boudoir


Tortura, incesto, omicidio, stupro, infanticidio, sacrilegio… Juliette, il suo primo romanzo, ricorda quel satanismo naive dei gruppi metallari stile Kiss, che sembrano incarnare il demoniaco ma in una forma puramente folcloristica: la spettacolarizzazione del male non è in fondo il suo -innocuo- esorcismo?


La filosofia nel boudoir
E' il titolo dell'ultima opera sadiana ma esprime proprio la filosofia del libertinismo: De Sade è convinto che la natura sia animata da due forze, creazione e distruzione, ed è perciò meravigliosa quanto terrificante. Scrive Luigi Baccolo: "il culto e l'odio per la Natura, il posto del piccolo uomo nell'immenso universo: Sade e Leopardi, assumono questi temi con un sentimento simile, per questo è possibile trovare nei loro scritti immagini e perfino vocaboli identici; ma poi si separano quando Leopardi, messo di fronte al problema della natura matrigna chiama in aiuto gli ameni inganni e i possenti errori o la fraternità umana, mentre Sade proprio allora fa la sua scoperta più importante e cioè la necessità del male sia in quanto assecondamento della volontà della natura."
Quindi non solo queste due forze antitetiche sono alla base dello stesso agire umano, incatenato alla natura, concezione che anticipa evidentemente l'Eros e Thanatos dell'ultimo Freud. Ma poiché l'essere umano è creativo e distruttivo per natura, la morale è nemica della vita. Il nichilismo di ogni valore, compresa la vita e la morte, conducono De Sade, coerentemente, a non dare nessun valore alla sua stessa vita: nel suo testamento lascia precise disposizioni affinché venga infilato completamente nudo, in una semplice cassa, per poi venire sepolto senza alcun segno di riconoscimento nella profondità della foresta di una sua proprietà, affinché la sua tomba sia ricoperta di terra erbosa e "il suo nome scompaia dalla memoria degli uomini."
Forse per questo Apollinaire lo considerò "lo spirito più libero mai esistito".

“Tutti i discorsi sulla provvidenza di Dio non servendo che a un rispetto vano, ridicolo e superstizioso per le nostre assurde convenzioni sociali: quando il più forte vuole opprimere il più debole lo convince che Dio santifica le sue catene. Invece, solo il vostro corpo è la chiesa dove la Natura chiede di essere riverita."
(Justine)

"Sii uomo, sii umano, senza timore né speranza; abbandona i tuoi dèi e le tue religioni; tutto ciò è buono solo per armare la mano degli uomini, e il solo nome di questi orrori ha fatto versare più sangue sulla terra di tutte le altre guerre e di tutti gli altri flagelli messi insieme. Rinuncia all'idea di un altro mondo, che non esiste, ma non rinunciare al piacere di essere felice, e di godertela in questo!"
(Dialogo fra un prete e un moribondo)




Adesso prova a leggere: >> Madre Teresa

Se invece ti interessa la mia sintesi: >> feliciologia.it









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